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Italian Digital Day, Renzi: «Torneremo qui fra 2 anni per fare di nuovo il punto»

Redazione
21/11/2015

«Grazie ai Digital Champions da tutta l’Italia» e poi «Il digitale è la più grande occasione che ha l’Italia per essere se stessa». Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha aperto il suo intervento all’Italian Digital Day, alla Reggia di Venaria (nei pressi di Torino). «Dobbiamo evitare che il digitale sia soltanto un divertissement, qualcosa per addetti ai lavori, per secchioni o nerd» ha aggiunto. Poi il “patto” con il paese: «Torneremo qui tra due anni, il 17 novembre 2017, e faremo la lista delle cose che sono state fatte e quelle che non sono state fatte. Fino ad ora abbiamo fatto i compiti che negli ultimi vent’anni non erano stati fatti ma ora possiamo immaginare quello che non c’è e provare a costruirlo».

Ma quale sarà l’obiettivo dei prossimi 24 mesi? «Semplice – ha detto – riprenderci il futuro». Come? Puntando sul digitale e sull’educazione. «Oggi, potenzialmente, uno studente di un liceo italiano ha accesso a più informazioni di Bill Clinton quando era Presidente degli Stati uniti. Dobbiamo portare al centro dei nostri programmi la parola educazione. Se tu hai tutti gli strumenti e non li sai leggere, sei l’analfabeta della contemporaneità».

Insomma, la scuola al centro. «Abbiamo fatto la prima misura contro la povertà educativa mai realizzata all’interno di un sistema istituzionale italiano. La scuola è il luogo per eccellenza per potere sconfiggere la povertà educativa, per vincere la scommessa educativa e dare la possibilità di avere lo stesso punto di partenza».

Torino smart city e la sfida della sanità digitale

Ad aprire l’Italian Digital Day alla Reggia di Venaria a Torino è stato il sindaco del capoluogo piemontese Piero Fassino che ha sottolineato come la scelta della Reggia di Venaria per l’Italian Digital Day non sia stato un caso. «Un luogo simbolo – ha detto Fassino –  uno straordinario bene architettonico ma soprattutto un luogo in grado di evidenziare il rapporto tra passato, presente e futuro». Ed è anche per questo che la città e il territorio saranno luoghi pilota per lo sviluppo di tanti progetti “innovativi”. «Abbiamo una grande storia alle spalle. Basti pensare a Ivrea che, cinquant’anni fa, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo del Paese ma anche al prestigio di realtà come il Politecnico. Torino – ha aggiunto il sindaco – è la città che sta investendo di più per diventare una smart city, che si sta occupando di progetti come l’anagrafe digitale e che sta dando voce a realtà come i fablab».

Sergio Chiamparino, presidente della regione Piemonte, ha invece sottolineato quali sono battaglie che vanno affrontate nell’amministrazione pubblica. Una su tutte, la digitalizzazione della sanità: «Abbiamo centinaia di dati che non dialogano tra di loro. Ridurre la spesa e riorganizzare la sanità è possibile solo se i sistemi informativi iniziano a parlare e dialogare fra loro». Non solo: «Vogliamo portare la banda larga in tutto il territorio, partendo dalle zone più deboli e venire incontro ai bisogni della manifattura intelligente».

La fibra e la rottamazione dell’analogico

Alla Reggia di Venaria anche il Presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, che ha messo in evidenza, come la fibra sia uno dei fattori che già sta contribuendo a cambiare il Paese. «Oggi siamo in grado di portare l’equivalente di 3 km al minuto di fibra. Avanziamo alla velocità di 180 km/h. Pensate che l’equivalente di una Torino al mese oggi si dota di questa tecnologia» ha detto Recchi. Entro il 2017 saranno poi portati a termine altri due risultati: la copertura 4G pari al 95% e la banda ultralarga disponibile per il 75% della popolazione. «Si parla di tasse digitali ma io credo che il nostro obiettivo sia quello di rottamare l’analogico» ha proposto Recchi. Insomma, sanzioni per quelle pratiche che ancora oggi ci impediscono di diventare cittadini digitali.

Internet Bill of Rights e il momento di voltare pagina

Nella giornata organizzata dalla Presidenza del Consiglio c’è stato spazio per la “Carta dei diritti di internet” la cui importanza è stata ribadita da uno dei suoi promotori, Juan Carlos De Martin: «Internet non è un dato di natura, qualcosa di immodificabile. Però bisogna evitare che possa essere piegato a interessi personali» Per questo che c’è stato bisogno di mettere nero su bianco questi diritti: «Con questo documento possiamo presentare e raccontare gli aspetti positivi della rete; far sì che tutti possano usufruire delle sue possibilità e limitare le derive negative come la concentrazione di potere».

Spazio anche ad Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e membro dell’Intergruppo Innovazione. «La parola d’ordine è Kairos: ovvero “il momento opportuno”. E questo è il momento più opportuno per il nostro Paese di voltare la pagina e guardare al futuro» ha detto. Poi due richieste al Presidente del Consiglio: «Da una parte chiediamo di essere consultati prima di che si prendano decisioni sui temi digitali ma dall’altra ribadiamo quello che ormai vorremmo da un po’ di tempo: se non un Ministero almeno la nomina di un vice-Ministro con delega al digitale».

La Rai e un Campione Digitale in ogni redazione regionale

Fra i protagonisti all’Italian Digital Day anche Antonio Campo Dall’Orto, Amministratore Delegato della Rai, ha sottolineato quanto il servizio pubblico debbano essere in prima fila nel processo che porterà a colmare il gap tra cittadini e nuove tecnologie: «La trasformazione in Media Company significherà innanzitutto rappresentare e raccontare il tessuto digitale di questo paese. Un tessuto in cui ogni filo è importante. La tecnologia sta costruendo le strade del futuro, la Rai deve essere in grado di erigere ponti che arrivino direttamente alle persone». Puntando proprio sui nativi digitali e su giovani talenti: «Miriamo ad avere una figura simile al Digital Champion in ogni redazione regionale. Per noi è un passaggio imprescindibile».

Il “nuovo” governo.it

Tra i protagonisti della giornata anche il nuovo sito del Governo. Le novità? Una navigazione più responsive e adatta a tutti i dispositivi, una maggiore possibilità di interazione social, una migliore consultazione dei contenuti. In generale un progetto che possa essere un punto di riferimento per altre realtà governative e diventare un vero progetto pilota per il futuro.

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